miracolo a milano
Io, lui, l’altro. Sembra un triangolo amoroso. In realtà è il racconto di una pazza storia d’amore con un terzo incomodo. Protagonisti Lucia Merisio, suo marito Cesare Bramieri e… il cancro...


PREFAZIONE
di Roberto Formigoni
Presidente Regione Lombardia

La quotidianità delle vite degli uomini non è una grigia mediana che corre lungo la Storia, ma il misterioso equilibrio di esistenze straordinarie, spesso nascoste tra le mura domestiche, le corsie di un ospedale, l’intimità di una famiglia.

Le pagine che vi accingete a leggere raccontano proprio una di queste storie, la cui bellezza risiede in un’apparente contraddizione in termini: l’essere al contempo eccezionali e profondamente semplici. Poiché non v’è nulla di più semplicemente umano che la gioia di vivere.

Quella di Cesare Bramieri è la storia di un uomo che ha voluto vivere. L’ha voluto così tenacemente, candidamente e coraggiosamente da riuscire a compiere qualcosa di miracoloso: tener testa per un quarto di secolo a un male incurabile, che l’avrebbe dovuto uccidere in pochi anni. È riuscito ad attraversare i varchi oltre i quali la scienza medica si deve fermare, grazie a una dignità commovente, all’amore della moglie Lucia e a una fede vissuta con spontaneità.

Leggendo, apprenderete di come Cesare abbia ereditato lo spirito vivace del padre Gino Bramieri, di come abbia saputo superare con leggerezza anche i momenti più difficili e di come abbia desiderato comunicare agli altri la sua esperienza, affinchè potesse essere di aiuto a chi soffre e a coloro che lo circondano.

Non voglio anticipare altro, se non che quando giungerete all’ultima pagina, e chiuderete il libro, potrebbe accadere un altro piccolo miracolo oltre a quello narrato: provare la sensazione che Cesare Bramieri sia stato vostro amico da sempre.

INTRODUZIONE
di Lucia Merisio Bramieri

"Sono nato il 26 novembre 1948 e ringrazio Dio di avere ricevuto la vita, questo grande e lungo momento in cui un’anima si attiva attraverso un corpo, assumendo forma e consistenza per condividere esperienze, passioni e difficoltà insieme a un misterioso e affascinante universo di individui e cose, diventando parte dello stesso, con la voglia di dare del proprio, non solo per ricevere, ma ancor di più per lasciare qualcosa ai posteri, soprattutto un messaggio di gioia e positività, sempre, perché ogni cosa che accade ha una logica e nessuna “difficoltà apparente” deve togliere il senso della gioia di vivere…

Premesso ciò mi accingo a raccontare che la mia bellissima vita, ha sempre voluto che il mio dente in gioventù, ma, una volta capito che questo “scomodo disturbo” me lo sarei portato per tutto il mio ciclo vitale , ho risolto i miei problemi, prendendone coscienza, senza farmelo pesare più di tanto e così sono sempre stato felice, vivendo ogni attimo al massimo e con ironia."


Se Cesare avesse avuto il tempo di coronare il sogno di poter fare del suo diario di vita un libro per dedicarlo, come egli stesso diceva, “a tutti coloro a cui viene diagnosticata una malattia che ‘non si cura con il cerottino’”, sicuramente si sarebbe presentato così, con frasi semplici, gioiose e direi ricche di quella purezza che solo una persona vera e sincera, di grande animo interiore e di elevata sensibilità può utilizzare.

E perché non permettere che questo grande desiderio possa realizzarsi? Che un personaggio così unico, magnanimo seppur audace, non possa essere un esempio per tante persone che, di fronte anche a piccoli problemi, annullano e autodistruggono la loro esistenza spesso compiangendosi da soli? Eh no… Non deve andare così, è per me una grande gioia riuscire a raggiungere l’ambizioso obiettivo di coronare il sogno di Cesare e non soltanto perché era mio marito, ma soprattutto perché era la persona che più di ogni altra mi ha dato quella grandissima lezione di amore per la vita, che si traduce nel coraggio di essere sempre se stessi per essere vincenti e combattivi in ogni situazione, pur senza prendersi mai troppo sul serio e comunque nel rispetto e nell’attenzione di chi ci è accanto, apprezzando e condividendo con il prossimo e soprattutto con chi si ama, ogni momento fino in fondo.

Perciò eccomi qua a completare e arricchire della mia esperienza di vita con Cesare quelle pagine del suo diario, intercalando al suo racconto i tanti momenti di complicità e di sentimenti che ho condiviso con lui, riscoprendomi anch’io con una forza interiore e una grinta, che forse non avevo mai creduto di possedere.
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